GIAMPIERO AVANZINI

" PROGETTO " 1971 - Inchiostri su carta

 

Giampiero Avanzini

Nato a Firenze il 31 Maggio 1917 dove risiede. Gli anni del dopoguerra lo vedono impegnato in un'intensa attività politica collegata all'ambiente degli intellettuali e degli artisti di sinistra. Ma la sua presenza nel campo delle arti figurative si sviluppa nel corso del decennio segnato dai sommovimenti politici e culturali del "sessantotto".

Nel 1962 è con i pittori di "Nuova Corrente". Nel '64 fonda con Vinicio Berti, Bruno Pecchioli, Natale Filannino ed altri artisti fiorentini il gruppo del "Segno Rosso". Nel 1970 lo troviamo tra i fondatori dello Studio d'Arte "Il Moro".

Nel '72, sempre a Firenze, aderisce al manifesto per la "Nascita di una morfologia costruttiva". Il suo approdo alla pittura era iniziato con una breve stagione di realismo per, presto, collocarsi in quella categoria di artisti che - secondo Umberto Eco - "vanno alla ricerca di nuove forme affidandosi ad un ideale quasi pitagorico di armonia tematica, inventando configurazioni sorrette dalla geometria  -euclidea o no-. Geometria, come grammatica del fare e sintesi della percezione":

Una scelta di campo che accomunava, in quegli anni i diversi artisti ed era vissuta come rifiuto di ogni soggettivismo nel fare artistico e ripulsa dell'Arte come momento aristocratico. Su questo terreno si sviluppò un lungo dibattito, che vide Avanzini in un ruolo non secondario. Per affermare i principi dell'autogestione, del lavoro collettivo e della ricerca di gruppo. In una dichiarazione, che si può considerare una sorta di "poetica" condivisa dal gruppo, Avanzini sostiene che ..."una ragione per cominciare a costruire non può sfuggire alla condizione di rimettere tutto in discussione e che la costruzione deve fondarsi sul terreno di una cultura alternativa, nella consapevolezza che ogni trasgressione fine a se stessa viene sempre riassorbita dal sistema".

E la ricerca di quei giorni si nutriva sia delle esperienze dei Costruttivisti russi che delle invenzioni dell'Astrattismo Classico, con l'intento di andare oltre. Tuttavia il momento di maggior rigore nella formulazione teorica fu quello della stesura del Manifesto per una Morfologia Costruttiva, che si concretizzerà -anche per Avanzini- prima nei lavori esposti alla Mostra internazionale di Basilea e poi in quelli della Strozzina di Firenze, nel 1972.

Gli anni che seguirono registrarono un certo allentamento nella tensione ideale che aveva nutrito la coesione del Collettivo determinando una spinta verso percorsi individuali.

L’interesse di Avanzini si spostò su esperienze di arte grafica (presso la Stamperia il Bisonte) ed in vari tentativi nel campo della poesia visiva-lirica-satirica e di Haiku; con produzione di testi (libri d’artista) – non commercializzati – alcuni dei quali sono conservati presso l’Archivio arti visive del Moro.

 

 
 

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